Lasciar andare è comunemente associato ad un atto di debolezza o di mancanza di coraggio. Al contrario, è un’arte di forza insolita, un atto di adattamento al flusso naturale della vita. Non si tratta di arrendersi, ma di lasciare andare ciò che non ci giova più, liberandoci dal peso dell’attaccamento e aprendoci alle infinite possibilità del presente. È l’arte di arrendersi con grazia, comprendendo che ciò che è destinato a noi non dovrà mai essere inseguito.

In una delle mie riflessioni, scrissi: “Non corro mai dietro alle cose che non sono fatte per me, poiché arrivano a me quando diventano fatte per me”. Questa non è stata una comprensione facile; è stata messa alla prova dall’esperienza, dalla frustrazione e da momenti di profonda intuizione. Lasciar andare è stato un viaggio intellettuale e personale, guidato dall’introspezione e dalla consapevolezza di sé. Questo è un viaggio in quella direzione.

1. L’illusione del controllo e il peso dell’attaccamento

La natura umana ha un desiderio innato di controllare, di avere persone, speranze ed emozioni sotto il proprio comando come fossero beni di proprietà. Ma la vita scorre comunque, cambia ogni secondo, come quel fiume che non vuole mai rimanere fermo.

C’è stato un tempo in cui mi aggrappavo a un’amicizia che da tempo aveva superato la sua durata naturale. Ho cercato di riunirla, di rianimare qualcosa che stava morendo, ma ho esaurito ogni mia energia. Più lottavo, più si allontanava da me. Mi sono liberato solo quando ho smesso di aggrapparmi a qualcosa di morto. Non perché l’ho perso, ma perché alcune cose sono destinate a marcire o ad andare avanti.

La sofferenza nasce spesso dal nostro tentativo di controllare l’incontrollabile. Non appena ci rendiamo conto che stringere i pugni non cambia l’inevitabile, la nostra esistenza diventa più serena. Lasciar andare, quindi, non è abbandonare la vita, ma avere fiducia nel suo flusso.

2. Il peso del passato e la libertà del presente

Il passato è un libro logoro; le sue pagine sono piene delle storie che ci hanno formato, ma non possono essere riscritte o rivissute. Eppure, molti di noi trascinano il proprio passato come un peso troppo pesante da deporre.

C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sedevo per ore a ripensare agli errori del passato, desiderando di non aver mai detto certe cose o fatto certe scelte. Pensavo che, se avessi agito diversamente, la mia vita sarebbe stata diversa. Ma era questa la realtà? O era semplicemente il mio cervello che cercava di combattere il fatto che le cose fossero accadute nel modo in cui dovevano accadere?

Nulla rimane uguale: le relazioni finiscono, le emozioni cambiano e persino il nostro io di ieri non è quello di oggi. Lasciar andare significa accettare il cambiamento come unica costante, diventare amici dell’impermanenza. Nel momento in cui ho smesso di resistere al passato e ne ho accettato la saggezza, ho trovato una leggerezza dentro di me, una libertà che era sempre stata lì.

3. La resistenza dell’ego e l’arte della resa

La più grande resistenza al lasciar andare nasce spesso dall’ego: il sé che costruiamo attraverso i nostri attaccamenti. Diventiamo ciò che siamo in base a ciò che possediamo, a chi ci accompagna, a quale posizione occupiamo nella società. Ma cosa facciamo quando la vita ci chiede di lasciare andare tutto questo?

C’è stato un tempo in cui mi aggrappavo con tutte le forze a una speranza, ignorando ogni segnale che mi suggeriva di tornare indietro. Conoscevo la sconfitta solo come resa. Ma quando il destino mi ha spinto da parte, ho capito che lasciar andare non era la fine, ma l’inizio di qualcosa di più grande.

Arrendendoci alla vita invece di resisterle, siamo in armonia con la nostra vera natura, proprio come l’albero che si piega nella tempesta ma non si spezza. La vera resa non è una rassegnazione passiva; è un atto di fiducia. Quando lasciamo andare il controllo, permettiamo a qualcosa di nuovo, più in linea con la nostra evoluzione, di entrare nella nostra vita.

4. Amare senza possedere: la forma più alta di libertà

Forse il lasciar andare più difficile riguarda le relazioni: romantiche, familiari o di amicizia. L’amore, se è vero, non trattiene, ma libera. Tuttavia, lo confondiamo con l’attaccamento e crediamo che più stringiamo, più durerà.

Una volta ho amato qualcuno con passione, ma in un modo che desiderava rassicurazione, certezza e reciprocità. Quando quell’amore non è stato ricambiato come speravo, sono stato ingannato dalle mie stesse aspettative. È stato un risveglio doloroso, ma alla fine ho imparato: il vero amore non cerca possesso; lascia spazio all’altro per crescere, anche se questa crescita lo allontana da noi. Il vero amore non si tiene prigioniero con la promessa dell’eternità. Dà ali, non catene.

5. Il paradosso del lasciar andare: guadagnare perdendo

C’è uno strano paradosso che si scopre quando si padroneggia l’arte di lasciar andare: si guadagna ma non si perde. Diventiamo più lucidi, perché non siamo più frastornati dalla paura della perdita. Diventiamo sereni, perché abbandoniamo la stanca lotta con l’inevitabile. Diventiamo liberi, perché superiamo i confini dell’aspettativa per entrare nel regno della possibilità.

Mi viene in mente un ricordo in cui ho lasciato andare qualcosa a cui mi aggrappavo con amarezza. Credevo che continuare a provare dolore mi rendesse più forte, ma quando finalmente l’ho lasciato andare, ho notato quanto spazio occupava, lo spazio che doveva essere riempito con le possibilità, con cose come la gioia, la creatività e l’avventura.

6. La bellezza della mano aperta

Se stringi la sabbia tra le mani, scivolerà via. Ma se la tieni con delicatezza, rimarrà. Così è la vita: ciò che è destinato a noi non arriverà con la forza, ma nel suo tempo.

7. Camminare leggeri, vivere pienamente

Non inseguo nulla, poiché so che tutto ciò che è mio arriverà quando sarà il momento giusto.Perdere non è lasciar andare. È guadagnare tutto ciò che ci appartiene.

Dr. Sethi K.C*, com.unica 3 aprile 2025

*Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda


Original In English

The Art of Letting Go: My Philosophical Exploration

Letting go is most commonly equated with an act of weakness or lack. Quite the contrary, it is an act of art of unusual strength, an act of acclimatization to the natural flow of life. It is not giving in, but letting go of that which no longer benefits us, liberating ourselves from the burden of attachment and opening ourselves up to the infinite possibilities of the now. It is the art of surrendering graciously, understanding that what is intended for us will never need to be sought after.

In one of my reflection, I penned, “I never run after the things that are not made for me since they come to me when they become made for me.” This was no easy understanding; it was tested in experience, frustration, and moments of profound insight. Letting go has been an intellectual and personal journey, guided by introspection and self-awareness. This is a journey into that way.

1. Illusion of Control and Burden of Attachment

Human nature has an innate desire to control, to have people, hope, and emotions at one’s command as commodities. But life still flows, still changes every second, like that river which never wishes to be still.

There was a time when I clung to a friendship that long ago exceeded its natural duration. I attempted to re-join, to resuscitate the dying, but I exhausted all of myself. The more I struggled, the farther it receded from me. I was only freed when I let go of holding onto something dead. It wasn’t because you lose it; it’s because some are meant to rot or move on.

Suffering normally comes because of our attempt to control the uncontrollable. As soon as we realize that clenching does not change the inevitable, we have a calmer existence. Letting go, therefore, is not abandoning life but believing in its flow.

2. The Burden of the Past and the Liberty of Now

The past is a tattered book; its pages are filled with the histories that formed us, but not to be re-written or lived over. And still, so many of us drag our past along like a burden too heavy to set down.

There was a time in my life when I would sit for hours replaying the mistakes of the past, wishing I had never said things and never chosen paths. I would sit and think that if I had just done something else, my life would have been different. But was this reality? Or was it simply my brain attempting to battle the fact that things had happened the way they were meant to?

Nothing is ever the same: relationships come to an end, emotions change, and even yesterday’s self is not today’s. To let go is to accept change as the only constant, to become friends with impermanence. The very moment I released resistance to the past and accepted its wisdom, I found a weightlessness within myself, a freedom that was there all along.

3. The Ego’s Resistance and the Art of Surrender

The greatest resistance to let go most frequently arises from the ego: the self we build by our attachments. We become what we are by what we have, by whom we are with, by where we are in society. But what do we do when life asks us to let go of these?

There was a time when I clung so tightly to a hope that I ignored all the signs of returning. I knew defeat as surrender. But when fate shoved me aside, I realized that letting go was not the end but the beginning of something greater.

By surrendering to life rather than resisting it, we are in harmony with our own nature; such as the tree that bends in the tempest but does not break. True surrender is not passive resignation; it is a trusting act. When we release control, we give way to something new and more in accord with who we’re becoming.

4. Love Without Possession: The Highest Form of FFreedo

Perhaps the hardest type of letting go is in relationship; romantic, family, or friend. Love, if it is true love, does not cling; it liberates. But we confuse it with attachment and believe that the more you grasp, the more it will endure.

I once loved someone with passion but in a way that longed for reassurance, for certainty, and for reciprocation. When the love was not reciprocated in the way I had hoped, I was deceived by my own expectations. It was a dark awakening, but I learned eventually: true love does not seek possession; it makes space for the other to grow, even if that growth is away.

True love is not kept under the command of forever. Instead, it gives wings and not chains. To love without expectation is the highest ideal of freedom, a lesson I keep close with every relationship that matters to me.

5. The Paradox of Letting Go: Gaining by Releasing

There is a strange paradox uncovered when we have mastered the art of letting go: we gain but not lose.

We become clearer, for we are no longer befogged by the fear of loss.

We become peaceful, for we release the tired struggle with the inevitable.

We become free, for we pass beyond the boundaries of expectation into the realm of possibility.

I recall a memory where I let go of something that I clung to with bitterness. I used to believe that it made me stronger to continue feeling the pain, but when I finally released it, I noticed how much space it took up, the space that was meant to be filled with possibility, with things like joy, creativity, and adventure.Surrender is not forgetting; surrender is making space for things that matter.

6. The beauty of an open hand

Remember holding sand in your hand. If you squeeze too hard, it falls in between your hands. But when you hold on loosely, it stays. That’s life, too. That which is supposed to be, will never happen by force but will arrive in due time.

If I reflect on my own journey, I notice that the sweetest moments weren’t born out of searching, but of release. Opportunities, love, success, everything that was really mine came into being when I allowed myself to receive it. This is the largest secret of release: that it isn’t about loss, but about trusting that what is ours will arrive in its own time.

7. Walking Lightly, Living Fully

There is never a time in life to squander it holding onto that which does not belong to us. When we live with open hands, we usher in only that which is meant to stay. This is not to imply that we abandon striving, dreaming, and loving—but that we do so wisely, and know that that which is rightfully ours will never be forced upon us.

I do not chase after, for I know that everything that is mine will be with me when it is the right time. And when it reaches me, I grasp it in my hands and understand that life’s beauty is in its versatility.

Losing is not to let go. It is gaining everything that is ours.

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